Giuseppe Fontana, Maestro organaro

di Antonio Schiano di Cola
16502.jpg Solitamente, quando si parla di organi a canne e di restauratori di questi strumenti, si pensa subito alla Toscana, all’Umbria e alle zone del Nord Italia dove è tradizionalmente radicata tale cultura. Invece anche dalle nostre parti vi è una miriade di organi disseminati nelle tante chiese del nostro territorio, che aspettano soltanto di uscire dall’oblio e dal mutismo. Parimenti, vi sono in Campania diversi maestri organari che non hanno nulla da invidiare ai colleghi teoricamente più blasonati del Centro-Nord Italia.

Uno di questi è certamente il maestro Giuseppe Fontana, con laboratorio a Sant’Antonio di Pontecagnano. Persona semplice nei modi, schivo, riservato ma tenace, puntiglioso e meticoloso nel lavoro, Giuseppe Fontana, originario di San Cipriano Picentino, ha studiato pianoforte presso il Conservatorio di Salerno e, in seguito, ha studiato Organo presso il Conservatorio di Perugia. Nel 1998 si è specializzato in restauro e manutenzione di organi storici presso l’Istituto Centrale del Restauro di Roma, seguendo fino al 2000 un corso di formazione presso la Bottega Artigiana dell’organaro Bartolomeo Formentelli di Verona.

Dal 2000 al 2003 ha collaborato all’attività di restauro dell’Organo Bernasconi 1904 della Basilica di San Giovanni Battista in Finale Ligure (SV), dell’Organo Felix Pittaluga 1765 in San Bernardo in Valle (SV) e dell’Organo della Chiesa di San Rocco in Lavello (PZ). Quaranta primavere ben portate, Giuseppe Fontana dal settembre 2003 si è messo in proprio ed è accreditato da vari anni presso la Soprintendenza ai Beni Artistici di Salerno. Ha già al suo attivo il recupero storico dei seguenti strumenti: Organo T.C.Lewis 1872 della Chiesa di San Gregorio VII di Battipaglia, Organo della Chiesa di S.Maria delle Vergini in Scafati, Organo Tamburini 1954 della Cattedrale di Salerno, Organo Biagio de Rosa 1777 della Parrocchia di S.Croce e S.Bartolomeo in Giovi, Organo Ruffatti della Basilica Pontificia S.Croce di Torre del Greco, Organo Valerio Passaro 1800 della Parrocchia SS.

Annunziata di SicilìMorigerati, Organo Serassi 1872 presso la Cripta della Cattedrale di Amalfi, Organo dell’Arciconfraternita SS.Addolorata di Amalfi. Criterio fondamentale seguito dal maestro Fontana durante gli interventi di restauro è la considerazione che ogni strumento rappresenta un esemplare unico nel suo genere, pensato, progettato e realizzato per un ambiente specifico, nel contesto delle esigenze della Comunità di appartenenza. Ad ogni lavoro egli dedica una ricerca approfondita al fine di rendere al meglio e coerenti le operazioni da effettuarsi, avendo riguardo allo stile espresso dal costruttore dello strumento.

Forte di una grande passione e di una particolare competenza, restaura gli organi personalmente, dall’inizio alla fine, li studia, cura lo smontaggio, la pulitura e la riparazione delle canne, dei somiere e della mantieeria; ricostruisce le parti mancanti ma sempre avendo rispetto per le antiche tecniche di costruzione, cercando di limitare al massimo eventuali sostituzioni di pezzi. Poi il rimontaggio dello strumento, laboriosissimo, e infine l’accordatura: ore ed ore a provare le canne ad una ad una. Unica collaboratrice la moglie Teresa Trapanese, che cura con specifica competenza il restauro delle parti lignee.

L’ultima fatica di Giuseppe Fontana è stato il restauro dell’organo a canne della Chiesa di San Nicola in Coperchia di Pellezzano, che Giuseppe Picardi di Cava de’ Tirreni realizzò nel 1889. Si tratta di un organo banda che lo ha impegnato per oltre due anni. Ed ora il pregevole strumento è lì a far sentire la sua voce possente, testimone dell’ottimo lavoro svolto.